La Galleria Daniele Agostini è lieta di annunciare una mostra personale dedicata ad Aglaia Haritz nello Spazio Volta al primo piano della galleria.
Attraverso il ricamo, mezzo privilegiato dall’artista, sono presentati gli aspetti fondamentali della ricerca artistica di Aglaia Haritz: da una parte la riflessione su immagini d’attualità e sulla femminilità, dall’altra l’approccio introspettivo verso una dimensione più intima e personale.
In mostra sono quindi presenti opere che inglobano immagini d'archivio, come le tratte percorse dai migranti nel Novecento in Mediterraneo (2015), o ritagli di giornale che si espandono sul supporto tessile mediante il ricamo nella serie Fili di attualità (2006 - 2010).
Diversamente, in opere più concettuali come Accetta (2011-2017), dove il verbo imperativo ricamato è accompagnato dalla rappresentazione stessa dell’attrezzo, o, ancora, in Guantoni (2017), manopole in pelle ricamate e arricchite da scintillanti pailettes, l’artista porta avanti un discorso legato maggiormente alla propria mitologia personale, alla sublimazione di un ricordo che diviene centro stesso dell’opera.
Accompagna questi lavori un nucleo di opere realizzato nel 2013 in cui l'artista, ispirata dalle tavole del medico rinascimentale Vesalio, scava fisicamente nel corpo umano, presentando con attenta fedeltà i sistemi di circolazione sanguigna degli organi più disparati, dall’occhio al testicolo, cuciti su quadrati di stoffa bianca nella serie Vene, o ricamati su di un candido vestito nell'opera Angelo di Sangue.
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Aglaia Haritz (Bellinzona, 1978) si è diplomata in arti plastiche alla Scuola Nazionale Superiore d'Arte di Limoges. Ha partecipato a numerose residenze d'arte in Europa e nei paesi del Sud del Mediterraneo.
Fra le esposizioni ricordiamo: Kunstzene Tessin, Kunst(Zeug)Haus, Rapperswil-Jona, 2017 (collettiva); Du fil dans les idées, a cura di Karine Tissot, Centro d’arte contemporanea Yverdon-les-Bains, Théâtre de la Tournelle, Orbe, 2015 (collettiva);  Enigma della modernità, a cura di Guido Magnaguagno, Museo Bärengasse, Zurigo, 2013 (collettiva); Cosa c’è di nuovo?, a cura di Elio Schenini, Museo Cantonale d’Arte, Lugano, 2010 (collettiva); Galleria Wegert&Sadocco, Winkel (Olanda), 2009 (personale); Quaternio IV, a cura di Karla Woisnitza, Galerie im Turm, Berlino, 2009 (collettiva).